ECCO LA GUIDA PER CAPIRE QUANDO E COME FAR CAMBIARE GLI AMMORTIZZATORI DELLA PROPRIA AUTO

Freni, olio o pneumatici sono gli elementi dell’auto che teniamo più o meno sott’occhio sempre perché, forse, conosciamo le conseguenze di un loro cattivo funzionamento. La stessa attenzione dovremmo prestarla per gli ammortizzatori, visto che dalla loro efficienza dipende il comportamento dell’auto su strada e dunque la nostra sicurezza. La manutenzione, o meglio la sostituzione, degli ammortizzatori, però non è un’operazione “fai da te” come il controllo dell’olio o della pressione delle gomme e quindi ci dobbiamo quasi sempre affidare a un’officina

Sospensioni come i freni: controlli fondamentali 

Partiamo da un assunto fondamentale: la sostituzione degli ammortizzatori non è un’operazione di contorno, accessoria. Come tutti gli organi meccanici soggetti a usura anche gli ammortizzatori hanno un tempo di vita che dipende certamente da molti fattori come le condizioni di utilizzo, ma che, comunque, una volta esaurito ne determina l’inefficienza e quindi necessita la sostituzione.

Come accorgersi se vanno cambiati?

Dunque gli ammortizzatori vanno sostituiti. Già, ma quando? Anche in questo caso, qualora non avessimo una grande sensibilità di guida, la soluzione migliore risulta essere quella di affidarsi ad un meccanico per una diagnosi. Vi sono però segnali nel comportamento dinamico dell’auto da tenere in considerazione e fanno riferimento, ovviamente, a compressione e rilascio dell’organo: un rollio eccessivo in curva, un ribalzo o un’oscillazione troppo in presenza di dossi o buche, o addirittura l’aumento dello spazio di frenata sono elementi da tenere in considerazione. Comportamenti però che, nel caso di guida quotidiana, potrebbero non essere così evidenti.

Quando sostituirli?

Non esiste un regola fissa per capire quando sostituire gli ammortizzatori. E’ buona norma cambiare gli ammortizzatori ogni 80mila chilometri, o comunque ogni 4/5 anni. In ogni caso ogni 20/30mila chilometri, a ogni tagliando e ai cambi gomme si dovrebbe anche effettuare un controllo per vedere se magari c’è qualche perdita di olio dagli steli. Il chilometraggio, comunque, non è il solo parametro da prendere in considerazione: molto dipende anche dall’ambito, dall’ambiente in cui si guida la propria auto. Un ambiente urbano è soggetto a ostacoli e variabili da tenere da conto: buche, tombini, pavé non sono amici degli ammortizzatori. E’ da tenere da conto anche lo stile di guida: essere troppo aggressivi infatti comporta una usura più veloce. Da non sottovalutare anche il carico della propria automobile.

Gli ammortizzatori non devono essere solo “comodi”; come abbiamo detto all’inizio, sono l’elemento che serve a tenere il più possibile a contatto con il terreno le ruote dell’auto limitandone i movimenti per così dire “indipendenti”. Un ultimo consiglio alfine; gli ammortizzatori vanno cambiati per asse: anteriore o posteriore e non per lato.